Perditi in un bicchier d’acqua: alla scoperta dei magredi

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Insegnante responsabile del progetto: Giuliana Tommasini

Gruppo di progetto, insegnanti: Alida Bertoli, Cristina Santi, Luigina Santi, Giuliana Tommasini, Paola Zaia

Scuola primaria S. Domenico Savio Via S. Rocco 3 33099 Vivaro, PN e-mail: elementare.vivaro@libero.it tel: 0427 97103



I magredi

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Guardando una foto satellitare della pianura friulana spicca un’enorme “V” bianca a nordest di Pordenone, la confluenza dei torrenti Meduna e Cellina: i due corsi d’acqua, raggiunta l’alta pianura friulana hanno depositato nei millenni una spessa coltre ghiaiosa sotto la quale letteralmente “scompaiono”, salvo che nei periodi di piena. Le ghiaie sono colonizzate da una sparsa vegetazione erbacea che a stento riesce ad evolvere verso arbusteti e boschi per la primitività dei suoli. Il paesaggio è quindi dominato da una vegetazione simile ad una steppa in un’area dove per il clima la steppa non esisterebbe: l’acqua delle piogge percola rapidamente negli strati ghiaiosi e l’ambiente è aridissimo nonostante le abbondanti precipitazioni. Si va dai greti quasi nudi ad aree colonizzate da una vegetazione sparsa, ad altre più lontane dai greti e coperte da una coltre continua di piante erbacee.

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Siamo nei “magredi”, uno dei più importanti monumenti naturali della pianura friulana.

Nei magredi crescono piante speciali, alcune di origine orientale, altre trasportate in basso dai fiumi a partire dalle Prealpi Carniche, che in questo ambiente povero di concorrenti riescono a prosperare ad altitudini eccezionalmente basse. L’area magredile si prestava poco alle attività agricole ed è una delle meno densamente popolate della pianura friulana. Con l’introduzione dei moderni mezzi meccanici l’agricoltura è divenuta possibile, ed oggi gran parte dei magredi sono stati convertiti in coltivazioni. Gli scarsi lembi di magredi tuttora conservati sono un tesoro prezioso. Il paese della nostra scuola, Vivaro, è al centro dell’area magredile meglio conservata: l’unica che ancora non è stata coltivata da nessuno perché negli anni ’50 i ‘nostri’ magredi sono stati espropriati alla popolazione ed acquisiti da parte dell’esercito Italiano che tuttora lì svolge le proprie manovre.siamo al centro di un Tesoro!

Il nostro progetto

Quadro di riferimento


L’esperienza che qui vi raccontiamo ha coinvolto l’intero plesso scolastico: un’unica sezione di cinque classi, per un totale di 73 alunni. Abbiamo messo in sinergia due progetti già avviati: il progetto di insegnamento della lingua friulana - che si rinnova di anno in anno - e quello pluriennale di educazione ambientale, che fornisce al precedente motivazioni e contenuti. Entrambi condividono gli obiettivi formativi, la metodologia, le esperienze, e sono sostenuti finanziariamente dai bandi regionali per l’ampliamento dell’offerta formativa.

Motivazioni

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Le insegnanti si sono accorte che sempre meno bambini conoscono e vivono gli ambienti del territorio in cui risiedono se non tramite l’intervento della scuola, attraverso attività che prevedano un contatto diretto, un operare al loro interno. Forse ciò deriva da un disinteresse crescente da parte degli adulti verso la Natura del territorio, anche se questo è riconosciuto come speciale a livello europeo (è soggetto a tutela come zona Sic e ZPS, in particolare la zona dei magredi). Dovevamo dunque affinare gli strumenti di esplorazione e conoscenza dell’ambiente naturale ed antropico per tutti gli alunni, in particolare per quelli di nuova appartenenza al territorio, usandoli per la divulgazione, la produzione di cultura per e con il territorio, anche grazie alla mediazione della lingua locale.

Idee e temi centrali

Il “bicchier d’acqua” del titolo è proprio il territorio dei magredi, sul quale ci siamo concentrati e nel quale abbiamo voluto “perderci”, fermandoci ad osservare le innumerevoli meraviglie che nasconde, sapendo che quello sarebbe stato il modo migliore per “ritrovarci”, per sentirci veramente tutti cittadini del nostro piccolo comune. Il nostro studio dell’ambiente - mediato dalla lingua friulana - ha incontrato presto l’interesse di enti territoriali quali l’Ecomuseo Lis Aganis e l’Ente Comunale, che ci hanno proposto di contribuire - con la nostra didattica situata - alla creazione dell’osservatorio che sta sorgendo per la visita ai magredi di Vivaro, zona SIC e ZPS, di proprietà dell’esercito italiano ed in accordo con questo. Volevamo approfondire la conoscenza dei magredi del Cellina e del Meduna non solo per noi, ma anche per offrire ad altri diverse possibilità di percorsi naturalistici. Volevamo che i materiali prodotti dalla scuola potessero divenire la base per i percorsi e per i laboratori a tema che costituiranno la didattica situata della cellula ecomuseale “I magredi di Vivaro”, aperta a chiunque voglia esplorare e conoscere lo splendido territorio in cui viviamo.

Punti di forza

Le uscite per visite guidate sono sempre un’attività stimolante per i bambini, soprattutto se organizzate con percorsi che prevedano esperienze di tipo sensoriale. Anche la produzione di materiali per la divulgazione sulla base di esperienze condotte o di conoscenze costruite è stimolante, e ancor di più lo è se gratificata da enti territoriali che - viste le prime esperienze - chiedono alla scuola di progettare e realizzare per loro e con loro qualcosa che esce dai confini della scuola. Importante è stata la richiesta da parte del Presidente dell’associazione ecomuseale ‘Lis Aganis’: ci ha chiesto di collaborare alla realizzazione di un ambiente didattico, rivolto soprattutto a scolaresche, capace di guidare e stimolare l’osservazione dell’ambiente magredile nell’osservatorio di prossima apertura presso i magredi del Cellina. Questa collaborazione ha fornito alla scuola esperti in geologia, grafica, allestimenti, materiali di diversa natura. L’introduzione nel bagaglio culturale degli alunni di un sempre maggior numero di conoscenze relative sulla flora e fauna dei magredi – resa possibile anche dalle guide di KeyToNature - è motivo di gratificazione e radicamento al territorio, oltre che di stimolo per le insegnanti e di avvio di tante ed inaspettate collaborazioni (...esperti locali, esperti universitari di KeyToNature, appassionati di fotografia, che offrono con entusiasmo il loro contributo!).

Punti di debolezza

  1. La discrepanza sempre esistente tra le esigenze materiali ed organizzative di un plesso scolastico e quelle della direzione di cui fa parte o degli enti con cui collabora.
  2. La vacanza di alcuni posti, sui quali vengono assegnate insegnanti temporanee, spesso con supplenze di breve durata, che non possono e non riescono ad essere coinvolte come dovrebbero nella realizzazione dei progetti.
  3. Il possesso dei territori magredili da parte dell’esercito italiano, che vi effettua manovre e che impedisce spesso non solo l’ingresso alle zone di tiro, ma anche la progettazione di percorsi didattici, se non in una piccolissima area.

Aspetti più interessanti

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  1. Grazie alle esperienze condotte nel precedente progetto di friulano, legato agli antichi mestieri, e alle sollecitazioni provenienti dagli enti locali, abbiamo iniziato a sentirci noi stessi un ecomuseo, un ecomuseo vivente, capace di provare, conservare e trasmettere le emozioni che lo stretto legame con il territorio consente di vivere.
  2. Le esperienze sensoriali condotte come primo impatto all’ambiente magredile hanno prodotto immediatamente nei bambini un riemergere istintivo di ‘cartoline sonore’, una ricostruzione di vissuti non loro, ma di genitori e nonni, un comune sentire.
  3. Da qui è emerso uno stretto legame con la lingua locale: i bambini entrando nei magredi pretendono sempre che ci si rivolga loro in friulano perché, dicono, il magredi ‘gusta di friulano’
  4. I bambini oggi riconoscono prontamente gli elementi del territorio magredile (piante, animali, sassi) e spesso li denominano sia in lingua friulana che in italiano (e a volte – per colpa delle guide di KeyToNature – persino in Latino...). Hanno sviluppato nuove conoscenze e abilità: stiamo sviluppando molte ricerche a carattere disciplinare.
  5. Gli adulti (i genitori, i parenti e i loro amici) sono sempre più incuriositi nei confronti del nostro lavoro, reso ora più evidente grazie alla tabellatura bilingue posta nel percorso che abbiamo realizzato (v. oltre). Gli apprezzamenti che giungono a scuola, direttamente o indirettamente, mantengono viva la motivazione nei bambini, in particolare i più grandi, che hanno la responsabilità del progetto.
  6. L’apprendimento cooperativo, che si attua soprattutto nei laboratori, responsabilizza i bambini più grandi, che si impegnano a capire a fondo le consegne per farle eseguire ai più piccoli o ai bambini che provengono da altre scuole.

Finalità

Qui elenchiamo gli scopi principali del nostro lavoro:

  1. Favorire l’utilizzo spontaneo della lingua friulana tra coetanei.
  2. Prendere coscienza delle proprie radici culturali – di cui la lingua è veicolo e motore - per formare quel senso di radicamento necessario ad instaurare corretti rapporti con altre culture, aprendosi ad esse in un’ottica multietnica e di multiculturalità.
  3. Divenire parte attiva nel produrre cultura per il territorio nella consapevolezza che essere alunni significa impegnarsi con insegnanti e compagni in progetti di apprendimento importanti e significativi.
  4. Promuovere l’integrazione culturale delle famiglie di residenza recente.
  5. Favorire la crescita e l’espressione delle potenzialità degli alunni, offrendo loro diverse esperienze e percorsi formativi.
  6. Fornire agli alunni una motivazione forte, tipo la richiesta fatta degli enti locali, per stimolare in alcuni e rafforzare in altri l’osservazione di ciò che li circonda, la conoscenza non superficiale, l’intervento fattivo nel produrre cultura per il territorio, il rispetto per l’ambiente.
  7. Coinvolgere gli alunni nella realizzazione di un obiettivo comune e promuovere il confronto e la collaborazione tra loro e le loro potenzialità, per attività che hanno un impatto importante al di fuori dei confini scolastici.
  8. Rendere partecipi le famiglie del ruolo formativo che la scuola si assume.
  9. Osservare, descrivere, rappresentare, valorizzare, rispettare il territorio in cui si vive.

Obiettivi formativi/contenuti

  1. Far emergere la percezione e la rappresentazione che i bambini hanno dell’ambiente che li circonda.
  2. Conoscere le esperienze ed i vissuti degli alunni relativamente agli ambienti che si andranno a scoprire.
  3. Promuovere la conoscenza e l’organizzazione di conoscenze storiche, geografiche, scientifiche, comunicative, con lo sviluppo di abilità e competenze relative alla capacità di osservare, descrivere, rappresentare, orientarsi e capire un determinato luogo/paesaggio.
  4. Rendere consapevoli gli alunni della loro appartenenza ad un territorio e promuovere sensibilità e rispetto per ciascuna sua componente.
  5. Scoprire in un luogo apparentemente semplice equilibri e complessità di relazioni e forme.
  6. Conoscere le caratteristiche dell’ambiente magredile: rappresentare, classificare, identificare.
  7. Utilizzare con attività laboratoriali i mezzi espressivi offerti da ciascuna disciplina per rappresentare l’ambiente dal punto di vista visivo, uditivo, tattile …
  8. Promuovere la conoscenza del territorio dei magredi ormai maturata organizzando esperienze di didattica situata, da offrire a scolaresche di diversa provenienza.
  9. Progettare e realizzare - sulla base di queste esperienze - un’attività permanente di didattica situata nella cellula ecomuseale ‘Osservatorio della flora dei magredi di Vivaro’ in via di attuazione, sotto la guida di esperti e committenti.
  10. Curare la comunicazione, non solo di informazioni sull’ambiente da offrire ai visitatori, ma anche di sensazioni, emozioni, legami profondi, propri del radicamento in una realtà territoriale, base per un suo utilizzo cosciente e rispettoso.
  11. Dare senso alla lingua locale e ai suoi significati, sfruttando le opportunità che offre per conoscere più a fondo la realtà circostante e contribuire al processo di radicamento nel territorio.
  12. Allargare ad un maggior numero di alunni l’utilizzo spontaneo della lingua friulana in alcuni contesti educativi

Riferimenti teorici

Indicazioni metodologiche importanti e atteggiamenti scientifici corretti ci ha fornito il corso di formazione “Scienziato anch’io”, che ha accompagnato le insegnanti in esperienze di tipo sensoriale per la conoscenza della percezione umana, legato alla produzione di una cartolina sonora relativa ad un ambiente del territorio che sembrasse particolarmente significativo. Il corso è stato tenuto dalla prof. Chiara Sartori.

La logica dei bambini e degli insegnanti

Ora vediamo come i bambini hanno sintetizzato gli obiettivi e le motivazioni che ci hanno spinti in questa avventura:

  • conoscere bene un ambiente presente nel nostro territorio e così particolare,
  • affezionarci ad esso, proteggerlo,
  • farlo conoscere a più gente possibile,
  • non per turismo ma per divulgare la conoscenza, la sensibilità, la volontà di proteggerlo.

Punti emersi durante una conversazione sull’esperienza, fatta con i bambini, utili a rendere l’idea del percorso attuato con loro, riproponibile ad altri: alla domanda rivolta loro a fine anno scolastico (primo anno dell’esperienza), come progettazione partecipata per il lavoro dell’anno successivo, “Cosa dobbiamo fare perché chi non vive qui si accorga dei magredi, li apprezzi e quindi ci aiuti a proteggerli?” Hanno risposto: Dobbiamo portarli lì Come abbiamo fatto con I bambini di Anduins Ma in diverse stagioni Studiando percorsi adatti a tutti Invitiamoli ai i nostri laboratori Facciamo conoscere le nostre proposte Facciamo in modo che possano lavorarci su anche senza di noi Spieghiamo come funzionano i magredi Aiutiamoli a ricordare quanto hanno conosciuto. …etc. (...intrecci di lana, storie da ascoltare, reali o di fantasia, ma legate ai magredi, storie di guerra in Cellina...) Che cosa ha permesso ai nostri bambini di delineare in modo così completo questa esperienza? Principalmente:

Le esperienze ‘vissute’ nei magredi, esperienze sensoriali, empatiche, emotivamente forti (siamo talvolta riusciti a sentire all’unisono ciò che un vissuto ci comunicava) La ricerca, la sperimentazione, lo sfruttamento di risorse esistenti come le guide di KeyToNature (ci sono servite per utilizzarne materie prime, per imparare ad orientarci, per scoprire meraviglie in un quadrato di terreno, per stimolare la nostra fantasia…); Il ritorno a memorie dei propri familiari, di persone del luogo sentite raccontare. Anche i racconti dell’insegnante hanno lasciato il segno, tant’è che propongono per l’Osservatorio l’angolo delle storie di magredo, in cui per mezzo di cuffie si possano ascoltare vissuti più o meno passati, anche e soprattutto in lingua friulana, inerenti i nostri luoghi: episodi di guerra, di vita quotidiana, di ‘guerra moderna’: le manovre e la raccolta delle schegge. Il sentirsi investiti di responsabilità: i magredi sono nostri, come proteggerli? L’essere riusciti a comunicare ad altri alcune delle sensazioni da noi provate in precedenti esperienze.

Per noi insegnanti c’è un problema: una volta predisposti i materiali, avremo tempo per seguire il progetto? In quali termini la scuola potrà rendersi disponibile per questa esperienza di educazione permanente? Abbiamo lavorato all’allestimento della cellula ecomuseale per tre anni, fino alla sua inaugurazione nel maggio del 2009. Ecco qui gli obiettivi e le motivazioni esplicitate dalle insegnanti, che non si discostano molto da quanto esposto dai bambini:

  • Vogliamo motivare un percorso didattico interdisciplinare, in cui il bambino possa progettare, fare, sperimentare, produrre per sé e per gli altri. Balthazar (Cellula ecomuseale a carattere di laboratorio scientifico a tema, creato dalla scuola primaria di Montereale) ci ha contaminati: vogliamo dare il nostro contributo alla diffusione del contagio!
  • Vogliamo rispondere ad un’esigenza del territorio: dell’Ente Comunale e dell’Ecomuseo “Lis Aganis”, ma soprattutto del ‘popolo dei magredi’’. Ormai pochi si recano nei magredi, la quotidianità odierna li tralascia passando in velocità sopra i nuovissimi ponti, ove si stenta a vederli. Sempre più bambini nelle nostre classi non capiscono le parole Cellina, Meduna, Colvera, grava, magredi, piena, e non perché sono di origine straniera.
  • Vogliamo stimolare l’acquisizione di abilità e conoscenze: devo conoscere a fondo per proporre la mia esperienza agli altri.
  • Vogliamo sfruttare il carattere interdisciplinare del percorso: tracciamo in parallelo diversi itinerari (storici, botanici, zoologici, geologici, etc.).

Il progetto è soprattutto un’occasione formativa: non basta sviluppare abilità per conoscere, devo anche entrare in empatia con l’oggetto della mia conoscenza: lavorare nel/sul/per il territorio, mettere radici, apprezzare, difendere, condividere!

...vale per noi indigeni dei magredi, vale ancor di più per chi non vive nel nostro territorio, poiché…

i Magredi....

...o li ‘senti’ o non li ‘vedi’…
Il Cellina al termine di una piena

...noi lo sappiamo, perché abbiamo imparato da precedenti esperienze legate ai progetti di insegnamento della lingua friulana, ma ad argomento storico/antropologico... E qui comincia un’altro capitolo: ora vi mostriamo il percorso naturalistico creato dalla Scuola.


La sperimentazione del percorso di didattica situata

Modalità in cui l’esperienza si è svolta-si svolge, le attività più significative

L’avvio è stato dato, come sempre da alcuni anni a questa parte, da attività di accoglienza svolte durante la prima settimana di scuola, per gruppi (classi aperte) di bambini frequentanti tutte e cinque le classi. Grossi stimoli sono stati introdotti anche con la visita guidata effettuata ad inizio d’anno all’ecomuseo Balthazar, cellula creata dalla scuola primaria di Montereale Valcellina, ad argomento prettamente scientifico. A seguito di tali attività i bambini di quarta e quinta hanno poi proposto lo svolgimento a tema dei laboratori per tutto l’anno scolastico, tenuto conto anche delle proposte fatte dall’ecomuseo per la creazione di un pacchetto di didattica situata per la nostra cellula ecomuseale.Ciascun tema è stato poi sviluppato in modo consono alle diverse età dei bambini ed al percorso di conoscenza di ciascuna classe, anche grazie al coinvolgimento dei bambini stessi nella progettazione. Agli alunni delle prime classi sono stati principalmente proposti laboratori in cui l’utilizzo dei materiali provenienti dai magredi stimolassero inizialmente la curiosità e poi le conoscenze specifiche sugli ambienti da cui provenivano. I bambini più grandi, che con quei materiali avevano già avuto modo di misurarsi, ne hanno sperimentato possibilità creative da proporre agli altri, hanno fissato le istruzioni necessarie a realizzarli, proposto la sperimentazione a compagni di gruppi o classi diverse, istituito nuovi laboratori, ed affinato le attività progettate e sperimentate.

La necessità di reperire i materiali naturali - esperienze stimolate da guardie forestali intervenute a scuola – e le spinte di alcuni (pochi) bambini che già erano fortemente attratti dal territorio circostante il torrente, hanno poi motivato le uscite attraverso i magredi, per raggiungere il greto del Cellina. Dopodichè tutta l’esperienza si è autoalimentata e rigenerata continuamente: le impressioni provocate dall’ambiente - per alcuni al primo impatto - sono state sempre cariche di significato e motivo di senso. Con la conduzione di uscite a più riprese e raffrontando gli esiti di ciascuna e di ciascuna classe, è stato così possibile mettere a punto quello che è divenuto l’oggetto didattico dell’esperienza, ovvero una giornata di didattica situata nella cellula ecomuseale “I magredi di Vivaro” che si avvaleva ovviamente anche delle attività sviluppate nel corso dei laboratori opzionali. La prima giornata di didattica situata è stata poi sperimentata, grazie agli stimoli offerti dall’Ecomuseo e dalla scuola primaria di Anduins, a fine aprile 07. La sperimentazione ci ha dato modo di valutare il pacchetto di offerte proposto e, soprattutto, la significatività che il progetto aveva fino a quel momento avuto, nonché di apportare i necessari cambiamenti per la sua prosecuzione nel successivo anno scolastico. Questa la scaletta delle manifestazioni realizzate:

Anno scolastico 06/07:

  1. Animazione, in lingua friulana, di un museo vivente sugli antichi mestieri, in occasione del convegno nazionale degli ecomusei tenutosi nel nostro comune.
  2. Presentazione dell’esperienza ai genitori tramite assemblee e comunicazioni scritte.
  3. Coinvolgimento nell’esperienza di esperti e associazioni locali (protezione civile, comune, guardie forestali, genitori e nonni con esperienze particolari relative a vissuti nei magredi) e della scuola primaria di Anduins per una prima sperimentazione del percorso di didattica situata nella cellula ecomuseale “I magredi di Vivaro” e dei laboratori.
  4. Pubblicizzazione da parte dell’Ecomuseo Lis Aganis - tramite volantini e tavoli di lavoro - con le diverse cellule ecomuseali. L’associazione Lis Aganis ha ritenuto interessanti le nostre proposte di didattica situata, tanto da volerle estendere o perlomeno fornire come guida, alle altre cellule ecomuseali. Ha richiesto invio di materiali per guide turistiche, ha dato disponibilità alla ristampa della locandina – guida tascabile per bambini prodotta (in italiano, friulano, inglese) sui percorsi nei magredi.
  5. Resoconto (presentazione in Powerpoint) per il corso di formazione “Scienziato anch’io”.
  6. I materiali stessi prodotti come guida di didattica situata in autonomia.

Anno Scolastico 07/08

  1. Realizzazione di laboratori di didattica situata aperta ad insegnanti ed operatori ecomuseali, all’interno delle manifestazioni nella settimana dell’UNESCO.
  2. Illustrazione dell’esperienza agli operatori ecomuseali di cui sopra.
  3. Coinvolgimento della popolazione locale durante la posa della tabellatura bilingue della flora dei magredi. Agricoltori, cacciatori, nonni e nonne si sono confrontati, rigorosamente in lingua locale, sui vissuti passati ed attuali nei magredi.
  4. Sperimentazione del percorso naturalistico e dei laboratori a tema, offerti ad alcune classi delle scuole primarie di Montereale Valcellina e Meduno. La manifestazione, aperta al pubblico, è stata realizzata e pubblicizzata in collaborazione con le concomitanti manifestazioni di “Scuola in Piazza” e “Settimana degli Ecomusei”.
  5. Reportage fotografico della giornata, sul blog di http:// www.scuolainpiazza.it , alla voce archivio, maggio 08, 22/05/08, laboratorio magredi; indirizzo specifico: http://blog.scuolaer.it/messaggio.aspx?IDBlog=2402&IDMsg=46014;
  6. Scaletta dello svolgimento dell’esperienza sullo stesso sito, in programma 2008, eventi segnalati, laboratorio magredi; indirizzo specifico: http://www.scuolainpiazza.it/news.htm
  7. Video dei laboratori
  8. Realizzazione, su richiesta dell’emittente televisiva Telefriuli, di due puntate di “A scuele par furlan” andate in onda il 20 e il 23 giugno.

Anno scolastico 08/09:

  1. Illustrazione a dirigenti e sindaci europei del progetto di interazione scuola-territorio che si completa nel presente anno scolastico; preparazione dei laboratori di didattica situata e allestimento dell’osservatorio in loro presenza.
  2. Visita guidata dai bambini, ai magredi di Vivaro, offerta alla popolazione e a operatori ecomuseali; laboratori sui magredi; inaugurazione e visita all’osservatorio della flora dei magredi di Vivaro introdotta dalla proiezione di una cartolina sonora realizzata da bambini e compositore musicale.
  3. Partecipazione alla festa delle associazioni locali con stand – laboratori sui magredi.
Genitori, alunni, volontari, insegnanti, autorità durante la tabellatura del percorso
Un paesano inseritosi durante la tabellatura: ci offre preziosi racconti della sua vita di ‘abitante dei magredi’.

Metodi di insegnamento/apprendimento


Abbiamo voluto provare a trasferire alla ricerca di conoscenze scientifiche quella che noi definiamo “metodologia dell’empatia”, che abbiamo già sperimentato in precedenti progetti legati all’insegnamento della lingua friulana, legati ad argomenti a carattere storico o inerenti usi e costumi. In questi casi, i bambini avevano modo di rivivere i vissuti raccontati dagli anziani o da documenti storici primari, rielaborandoli, animandoli attraverso rappresentazioni teatrali in lingua locale. Ciò permetteva loro di capire a fondo i vissuti stessi, la terminologia e la lingua utilizzata, di sentirsi empaticamente vicini ai protagonisti reali dei fatti rappresentati, talvolta presenti nel pubblico, o alla gran parte del pubblico stesso che esprimeva il proprio sentire. Tali esperienze permettevano poi di approfondire notevolmente la ricerca, anche in territori che per i bambini di questa età altrimenti sarebbero stati decisamente impervi. Anche nel caso della ricerca scientifica sui magredi era possibile partire da vissuti e provocare vissuti capaci di trasferire un primo livello di conoscenze che fungessero anche da stimolo all’approfondimento. Pertanto, ciascuna insegnante ha sfruttato le proprie conoscenze sul territorio e le ha messe a disposizione dei colleghi: in questo modo è stato facile stabilire contatti con persone e luoghi del territorio e organizzare vissuti adatti per ogni classe del plesso: narrazioni di vita contadina in lingua locale, partecipazione a lavori tradizionali, ingresso a scuola di anziani esperti in lavorazioni artigianali, utilizzo di materiali raccolti durante le escursioni, nei modi tradizionali e/o in modo artistico.

Risorse/strumenti e procedure

Strumenti e risorse sono stati principalmente quelli legati ai lavori artigianali, reperiti, quando i fondi stanziati dai bandi regionali non erano sufficienti, grazie alla disponibilità delle stesse insegnanti, di alcuni genitori, di conoscenti, di operatori dell’ecomuseo, dell’ente comunale. La scuola è dotata di sufficienti sussidi multimediali (alcuni computer, videocamera, registratore digitale, macchina fotografica digitale, collegamento a internet), in alcuni casi si è ricorso al prestito fra scuole.

Le guide di KeyToNature

La collaborazione con KeyToNature è stata molto importante per facilitare la scoperta del ricco mondo vegetale dei magredi. All’inizio avevamo scoperto in rete l’esistenza di una guida interattiva dedicata proprio alla flora dei Magredi di Vivaro, creata da KeyToNature con il contributo dell’Assessorato all’Ambiente della Provincia di Pordenone. Si tratta di una guida completa alla flora, che comprende più di 600 specie, ricchissima di immagini ma non sempre alla portata di bambini della scuola elementare.( http://dbiodbs.units.it/carso/chiavi_pub21?sc=56) Il primo contatto diretto tra la scuola e KeyToNature ha portato alla creazione di una guida molto più semplice, ristretta alle sole specie tipiche dell’ambiente magredile propriamente detto, per un totale di circa 120 specie. Queste due guide, e soprattutto la seconda, sono state un punto di riferimento fondamentale: consultate costantemente in parallelo a testi botanici i quali, vista la peculiarità dell’ambiente, non sempre riuscivano ad essere esaurienti o decisivi nel riconoscimento di una specie.

Inizialmente, il corso-quiz introduttivo all’uso delle guide di KeyToNature è stato utilizzato dai bambini che si erano offerti di fare da guida durante le escursioni: lo hanno trovato decisamente interessante, tanto da coinvolgere anche gli altri e da richiedere di ‘giocare’ con esso anche e persino durante le ricreazioni. Le guide in rete sono state utilizzate per la preparazione delle escursioni e per la realizzazione dei notes della flora e dei medaglioni per il gioco murale (importante è stata anche la possibilità di scaricare dal sito di KeyToNature le immagini delle specie più frequenti).
La guida al prato stabile creata per la Scuola da KeyToNature
Un gruppo di escursionisti con il Prof Nimis prova la guida di KeyToNature su palmari lungo il percorso di didattica situata

La versione delle guide per palmari e telefoni cellulari è stata messa a disposizione dal Prof. Nimis, durante l’escursione organizzata per la giornata di didattica situata del 10 maggio 2009, giorno dell’inaugurazione dell’osservatorio dei magredi. Tale versione è stata utilizzata da alcuni alunni-guida, che avevano in precedenza lavorato con KeyToNature: è stato facile così per loro giungere velocemente al riconoscimento di specie non note. Il successo ottenuto li ha poi stimolati nell’utilizzo anche delle chiavi in rete, individualmente ed in orario extrascolastico, ed ha prodotto negli altri alunni un rinnovato interesse per l’uso del corso di introduzione all’uso delle chiavi. Ciò ha dato conferma agli insegnanti della validità della collaborazione con KeyToNature e ha portato alla creazione di una terza guida, questa volta specificatamente rivolta alla nostra scuola (http://dbiodbs.units.it/carso/chiavi_pub21?sc=338). Nel 2009 infatti volevamo completare il percorso guidato, con l’approfondimento della conoscenza di un prato stabile che ne diverrebbe parte integrante. La nuova chiave - costruita espressamente per noi - è dedicata al “nostro” prato stabile e verrà utilizzata per le giornate di didattica situata, che la scuola organizza su richiesta dell’Ecomuseo. Per predisporre la lista delle specie ci ha dato una grande mano un esperto botanico locale, Adriano Bruna, visitando periodicamente il prato. Egli ci ha detto, in Friulano: "a no volarès mai da fâ li ròbis in primûra! = Non si dovrebbero mai fare le cose in fretta". Ed ha ragione: le piante del prato stabile appaiono una dopo l'altra, nel corso delle stagioni: alla prima lista “primaverile” si sono aggiunte molte altre piante comparse in estate, ma ad oggi (luglio 2009) ci manca ancora una lista completa. Tuttavia, grazie al sig. Bruna, le aggiungeremo pian piano, man mano che appaiono. Intanto i bambini si possono divertire a dare un nome alle piante del prato in primavera-estate...Man mano che l’esperto arricchisce la lista di specie, KeyToNature modifica la chiave quasi in tempo reale, aggiungendo le specie mancanti. Questa ultima collaborazione ha già prodotto notevoli stimoli: da parte di KeyToNature ci è stata data la possibilità di integrare la nuova guida con le denominazioni nella lingua locale delle piante inserite e con altre informazioni ritenute utili o interessanti. A partire dal prossimo anno scolastico, infatti, la scuola avrà a disposizione una copia on-line della guida, dove gli insegnanti e gli allievi avranno la possibilità, utilizzando in rete semplicissimi strumenti, di modificare il testo della chiave (ad esempio la terminologia), aggiungere fino a 4.000 caratteri di note a ciascuna specie (usi locali, provenienza, ecologia etc.), costruire un archivio iconografico parallelo a quello di KeyToNature includente foto e disegni di ciascuna specie fatti dalle classi, aggiungere ai nomi latini i nomi friulani delle piante, etc. In questo modo, la guida di KeyToNature potrà diventare davvero la “nostra” guida, personalizzata con il nostro contributo ed arricchita di contenuti provenienti da chi nei magredi opera e ci vive.

Valutazione


Il progetto è stato valutato continuamente durante la sua attuazione con i modelli di valutazione predisposti da alcuni anni dalla direzione didattica per tutti i progetti, da compilare a fine quadrimestre e a fine anno, ove trovano posto valutazioni inerenti tutti gli aspetti di un progetto, didattici, economici e organizzativi. Le valutazioni in corso d’anno monitoravano, durante riunioni collegiali delle insegnanti, lo stato della motivazione di ciascuna classe, la corrispondenza tra il progetto iniziale e le linee che i bambini via via tracciavano, l’adeguatezza di tempi e risorse, determinando l’immediato adeguamento del progetto agli esiti delle valutazioni. L’inadeguatezza degli strumenti di registrazione e dei software per la manipolazione del suono ha provocato il ricorso alla produzione di suoni in laboratorio o al reperimento degli stessi su internet in luogo dei suoni naturali, ma ha fatto sì che la cartolina sonora, strumento per la comunicazione di vissuti in caso di impossibilità di svolgere l’escursione naturalistica, sia rimasta troppo artigianale; la stessa inoltre non è stata completata in tutti gli aspetti progettati dai bambini perché l’attività di didattica situata vera e propria ha occupato molto tempo; si è provveduto così con il consegnare progetto e materiali ad un compositore/esperto multimediale. L’allestimento dei diversi laboratori è stato avviato, condotto, ultimato, secondo le esigenze che i bambini manifestavano, in modo adeguato alle loro capacità e a seconda degli avvicendamenti di insegnanti temporanee assegnate al plesso, solitamente non di madrelingua friulana e non inserite nel contesto culturale della scuola.

Risultati e ricaduta sul resto della didattica


Gli obiettivi sono stati raggiunti in modo soddisfacente. L’esperienza avrà senz’altro un seguito, all’interno sia della nuova cellula ecomuseale, sia delle altre cellule del territorio comunale che ad essa si legano. Nel suo continuo evolversi, l’esperienza è divenuta parte integrante delle unità di apprendimento disciplinari ed interdisciplinari ed è servita a promuovere e valutare la strutturazione delle conoscenze nei bambini del secondo biennio. L’apprendimento cooperativo che si mette in atto durante le uscite ed i laboratori di didattica situata hanno prodotto una maturazione in responsabilità da parte dei bambini che, tra l’altro, difficilmente rimangono inoperosi anche in assenza di un adulto – guida.

Appendice: breve descrizione di materiali prodotti con gli alunni

Cartolina sonora: Powerpoint in cui, tramite immagini, parole e suoni, si vuol comunicare ciò che i magredi sono stati nella storia e sono attualmente, nel corso delle stagioni, per gli abitanti di Vivaro. Guida attiva al territorio: custodia cartonata contenente due libretti separati, utilizzabili in contemporanea; uno illustra le caratteristiche principali dei magredi, l’altro stimola l’osservazione attraverso semplici attività linguistiche o di rappresentazione. Notes dei magredi: guida ad animali e piante, rivolta a bambini. Materiali per l’allestimento dell’osservatorio della flora dei magredi di Vivaro: Plastico del bacino idrico Cellina-Meduna – Colvera. Pannelli su paesaggi, flora e fauna. Vetrine e pannelli sullo sfruttamento dei magredi nella storia. Powerpoint sulle offerte del centro visite. Sagome di rapaci in volo. Tabellone d’ingresso al percorso nei magredi. Schede-guida ai laboratori.

La nostra escursione guidata nei magredi di Vivaro

Le tappe dell’itinerario

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(durata variabile, max 2,30 h)

Tappa 1 - dal ponte sul Cellina, visione panoramica del letto del torrente: da dove viene, dove va, che aspetto ha. Focalizzazione di punti di riferimento, anche con l’ausilio di foto satellitari.

Tappa 2 - Sotto il ponte, sul greto: percezione immediata della vastità del territorio, dell’irregolarità degli argini naturali, dell’arsura tipica del greto, della presenza di fauna; si forniscono, in italiano e in friulano, le denominazioni di tali elementi; ci si siede in circolo, avendo ben in vista il ponte che sovrasta e ci si dispone alla lettura, in lingua friulana, di una leggenda, scritta dai bambini della scuola anni addietro, che racconta della nascita del ponte e della tutela ora in corso dell’ambiente che ci si appresta a scoprire; ci si distende poi sui sassi, per sentire, aiutati dalle suggestioni create dalla leggenda, in senso uditivo, tattile, olfattivo, le caratteristiche dell’ambiente; si raccolgono sensazioni e racconti di esperienze che spontaneamente vengono esposti quasi sottovoce. Si incornicia poi una piccola porzione di terreno, con l’ausilio di un quadrato pieghevole in legno, per far notare la presenza anche in un terreno così sassoso di flora, spesso frutto di dealpinismo o comunque costituita in prevalenza da piante pioniere.


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Tappa 3 - Sopra l’argine naturale, i magredi primitivi: percezione immediata della diversità di ambiente rispetto al sito precedente; incorniciatura del terreno per confermare tale diversità con la maggior densità di vegetazione e la composizione del terreno; se la stagione è quella giusta, avvistamento della pianta che più ha resi famosi i magredi: la Crambe tataria; osservazione della pianta, sempre curando l’uso di più organi sensoriali (le foglie sono odorose e “sanno di cavolo”); lettura di ‘leggende’ relative all’arrivo di questa pianta nei magredi: l’invasione degli ungari, altre invasioni barbariche; si ripete l’esperienza del distendersi e sentire con tutti i sensi; la vastità del territorio è ancora più presente. Si cercano i punti di riferimento avvistati dal ponte.

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Tappa 4 - Attraverso i magredi evoluti: prosegue la camminata attraverso il terzo tipo di ambiente; nel fieno alto è difficile procedere, la sensazione di perdersi e di non farcela ad attraversarlo consente di percepire tutta la durezza del luogo, si lascia che i bambini si misurino con queste difficoltà. Odori e colori si manifestano ad ogni passo, nascosti però nel fieno che ad occhi poco attenti sembra l’unico protagonista del paesaggio. Ci stendiamo anche qui, soprattutto per puntare l’attenzione ai suoni, che il rumore del fieno calpestato, insieme alle grida, tende ad occultare. Non mancano le sensazioni tattili provocate dal tappeto di fieno sulla schiena. Se la stagione è quella giusta, si può ascoltare il suono provocato dall’aria sulla distesa di pennacchi del lino delle fate (Stipa). Proviamo anche a produrne di nostri, utilizzando gli elementi naturali. Incorniciare una porzione di terreno ora serve a rafforzare l’idea che quello che stiamo calpestando è un vero e proprio prato, occorre togliere l’erba per vedere il suolo.

Tappa 5: conclusione del percorso - Il percorso si conclude sulla linea di confine tra la zona militare e la zona agricola di Vivaro; può proseguire e ritornare sulla strada principale lungo il tratto segnalato con tabelle in argilla prodotte dai bambini che recano la denominazione bilingue delle principali specie della flora dei magredi (è il tratto che si propone solitamente alle classi inferiori della primaria); può completarsi con la visita ad un prato stabile, di proprietà comunale, che da quest’anno è inserito nel Progetto KeyToNature ed ha una guida interattiva dedicata esclusivamente alle piante che vi crescono. L’esperienza prosegue con i laboratori a tema, che utilizzano in gran parte, materiali naturali raccolti anche durante l’escursione. I laboratori vengono allestiti nel pomeriggio, nell’area antistante l’osservatorio dei magredi, dotata di grandi tavoli. Durante il percorso usiamo come mappe delle foto satellitari, consegnate a gruppi di bambini-guida; in esse sono segnalati i punti in cui si fa tappa e le attività-stimolo da svolgere in ciascun punto.


Importanti sono gli incontri con gli elementi dell’habitat: il torrente, tane, tracce, alcuni animali, il greto e i suoi sassi, i magredi con le diverse piante; la raccolta di gusci, radici, vimini, sassolini. Da quest’anno sarà possibile supportare il riconoscimento delle specie della flora non solo tramite le guide prodotte dalla scuola, ma anche con quelle create per noi da KeyToNature.


Dopo il percorso naturalistico

I laboratori (durata variabile, a seconda che si propongano o meno a rotazione tra i gruppi di bambini, in questo caso, minimo 2h): argilla, sassi, ghiaia, vimini, gusci, radici e vegetali secchi, suoni, odori sono la base per l’espressione artistica. “Costruisci il tuo souvenir” è la motivazione che li avvia (ogni visita guidata che si rispetti termina con il procurarsi un souvenir; in questo caso lo si costruisce), assieme ai giochi di parole, alla costruzione di strumenti da cartolina sonora, alla riproduzione di paesaggi incorniciati attraverso la tecnica dell’acquerello, alla realizzazione di intrecci di diversa natura (carta, vimini, lana). Tali attività hanno il pregio di promuovere l’apprendimento cooperativo e di approfondire la conoscenza, del territorio esplorato. Vi è anche un laboratorio a carattere prettamente scientifico, in cui si realizzano esperimenti con terre e terreni, per la comprensione della loro composizione e del loro comportamento, da mettere in relazione con l’ambiente in cui sono stati rinvenuti oppure in cui si osservano le caratteristiche del suono, suonando materiali naturali. I laboratori si svolgono con l’accompagnamento di insegnanti e/o bambini esperti, ma possono essere svolti in proprio, con la guida delle schede prodotte per questo dagli alunni.

La visita all’osservatorio può essere condotta dagli alunni e/o dagli insegnanti locali, ma anche attuata in proprio da scolaresche esterne.

Per ora offriamo:

  1. Gioco dell’oca per la conquista dell’ingresso.
  2. Proiezione di due cartoline sonore, una storica, una basata sulle stagioni.
  3. Approfondimenti su paesaggio, geologia, flora e fauna attraverso pannelli e vetrine.
  4. Consolidamento delle conoscenze sulle specie incontrate durante l’escursione, tramite il gioco murale di collocazione di medaglioni sulla flora e sulla fauna all’interno di grandi pannelli rappresentativi dei tre paesaggi del territorio dei magredi e tramite il riconoscimento delle sagome dei rapaci.
  5. Localizzazione geografica del territorio e spiegazione del funzionamento del bacino idrico tramite ortofoto e plastico con acqua corrente.
  6. Notizie sullo sfruttamento del territorio nella storia (relazione uomo-ambiente): la raccolta di erbe, la cattura di animali, la fienagione, la lavorazione e la trasformazione del sasso, la raccolta delle schegge (resti delle esercitazioni militari), la raccolta dei tronchi fluitati
  7. Utilizzo di una biblioteca tematica
  8. Utilizzo delle guide di KeyToNature per il riconoscimento delle piante dei magredi.






Intrecci di midollino per ottenere cesti
Intrecci di lana per ottenere tela
Carboncini da disegno ottenuti dalla cottura di rami di salice ripaiolo
Disegno a carboncino
Esempio di land art
Un nonno lavora il salice per ottenere il siblot
Il siblot: flauto finito
Il plastico realizzato dagli alunni, in via di ultimazione
Il gioco dei medaglioni
Rapporto uomo-territorio
Rapporto uomo-territorio
Rapporto uomo-territorio


Esempi di medaglioni utilizzati nel gioco murale

Centaurea bracteata - fiordaliso stoppione
Dryas octopetala - camedrio
Eryngium amethystinum - calcatreppola burâsa