Lo Stagno di Banne: l'evoluzione di un percorso didattico dalla scuola media all'università.

From KeyToNature
Jump to: navigation, search

Istituto Comprensivo Altipiano

Scuola Secondaria I° grado
“Muzio De Tommasini” - Comprensorio di Banne
Anno scolastico: 2007-2008.

Gli alunni: Carlo Benedetti, Andrea Canova, Enrico Catania, Margherita Comar, Carlotta De Agostini. Luca Estello, Sofia Gamboz, Anna Gennaro, Stefano Gherdol, Alessandra Iurmann, Giacomo Orrano, Marin Plamadeala, Rebecca Sillani, Marta Szacht, Sergio Sterni, Diana Verch, Giovanni Verona.

Le insegnanti: Valentina Cassinari, Laura Roncelli

posizione geografica della scuola

Studenti alle prese con le guide per palmare

L’Istituto Comprensivo Altipiano, situato a Opicina sull’Altopiano carsico a ridosso di Trieste, sin dagli inizi è divenuto un “Friend of KeyToNature”, soprattutto per quel che riguarda la scuola secondaria di primo grado. KeyToNature ha realizzato per noi quattro diverse guide:


In questo articolo vorremmo descrivere un interessante sviluppo basato sulla chiave delle piante che colonizzano lo stagno di Banne, che partendo dalle esperienze effettuate a livello di scuola secondaria di primo grado, è sfociato in un progetto didattico-scientifico a livello di laurea specialistica.


Lo Stagno di Banne

Lo stagno di Banne, nei pressi della scuola

Lo Stagno di Banne non è un vero e proprio stagno, ma un’opera artificiale, sita nelle immediate vicinanze della Scuola, costruita quale abbeveratoio per il bestiame ai tempi in cui il Carso era una desolata landa pascolata. Lo Stagno è quindi un’opera di interesse storico che negli ultimi anni è stata soggetta ad interventi di manutenzione a causa dell’accentuata colonizzazione da parte dei vegetali. Si tratta di un ambiente originariamente in pietra in cui la ricolonizzazione del catino da parte delle piante è ancora in atto. La tipologia del suolo, il microclima, l’impatto antropico, la vegetazione circostante e i processi naturali lo rendono un sito ideale per uno studio dei processi di ricolonizzazione.

{{{1}}}


Lo stagno è stato usato come abbeveratoio per animali e come riserva d’acqua; per tale scopo è stato rivestito interamente di pietre carsiche, a protezione del fondo di argilla impermeabile che ne garantiva la tenuta dell'acqua. Dopo la costruzione dell'acquedotto, avvenuta al termine della Prima Guerra Mondiale, lo stagno venne lasciato nel più completo degrado, si interrò a causa dei sedimenti, non più rimossi periodicamente, mentre il fondo perse la sua impermeabilità. Agli inizi degli anni '90 iniziarono i primi lavori di recupero: il boschetto che ormai ricopriva i fianchi del bacino venne tagliato, riportando alla luce il selciato originario; le pietre vennero risistemate sopra allo strato di argilla, fissandole fra loro con del cemento allo scopo di trattenere e conservare l’acqua piovana. Questa soluzione purtroppo durò solamente alcuni anni. Il cemento si ruppe in molti punti e lo stagno si asciugò di nuovo. Dopo ulteriori tentativi di ripristino, comunque a esito nullo, nel 2006 il fondo di pietre venne completamente rimosso, lo strato sottostante di argilla venne livellato e venne ricostruito il lastricato con le pietre originali, permettendo il riempimento del bacino di acqua piovana. Il bacino dello stagno è tutt’ora in fase di colonizzazione spontanea ed è circondato da 3 ambienti:

  • Una strada sterrata, i cui margini sono colonizzati da diverse specie ruderali;
  • Frammenti di landa carsica con diverse specie autoctone di prato arido;
  • Un arbusteto con diverse piante legnose.


L’anello più interno, vicino allo stagno, è quello più sottoposto a calpestio. I margini più esterni del catino presentano punti con maggior accumulo di suolo.


Il rapporto con la scuola

La scuola di Banne è impegnata da alcuni anni in una programmazione didattica che prevede obiettivi specifici atti a promuovere un corretto comportamento nel rispetto di sé, degli altri e delle cose,che allargano il discorso alla conoscenza e quindi al rispetto dell'ambiente naturale circostante mediante un itinerario pluriennale di educazione alla salute da realizzarsi per mezzo del coinvolgimento di tutte le classi. Tale percorso propone come obiettivo l’ educazione ecologica dell'ambiente

Il lavoro svolto presso lo stagno di Banne ha permesso il raggiungimento di determinati obiettivi, come segue dall'elenco.

  • apprendimento dei principali concetti di ecologia
  • apprendimento di un linguaggio di base comune per effettuare le successive ricerche sull'ambiente;
  • conoscenza delle modifiche dell'uomo sull'ambiente attraverso le sue attività nel corso del tempo;
  • riflessione sugli effetti di tali modifiche;
  • ricerche sui fattori di inquinamento dell'ambiente;
  • ricerche ed esperienze di riciclaggio dei materiali usati dall'uomo;
  • attuazione di progetti di salvaguardia,, rotezione e valorizzazione dell'ambiente.
  • realizzazione e, o adozione di mezzi atti alla salvaguardia e, o al mantenimento della pulizia dell'ambiente cura degli spazi verdi della scuola;
  • partecipazione con iniziative già in atto, contatti con altri enti ed in particolare la collaborazione con KeyToNature.


La guida interattiva


Distribuzione spaziale delle specie di bosco nello stagno di Banne.
Visto lo stretto rapporto tra lo stagno e l’attività didattica svolta nella scuola, abbiamo chiesto a KeyToNature di predisporre una guida interattiva che permettesse agli allievi di riconoscere facilmente le piante che lo colonizzano. La possibilità di affrontare le scoperte che ogni percorso didattico porta con sé tramite approcci nuovi offre la potenzialità di un apprendimento più stimolato, curioso e in quanto tale più duraturo. L’approccio era quello di coinvolgere in prima persona gli alunni, tramite un contatto diretto con l'ambiente esterno alla scuola intesa come luogo fisico, e alla loro partecipazione alla creazione di percorsi di apprendimento. Nel corso degli anni, molteplici progetti sono stati realizzati per approfondire la conoscenza della natura e della storia del territorio sul quale i ragazzi vivono. Solo di recente però si sono capite le potenzialità che ci vengono offerte dalla nuove tecnologie abbinate all’apprendimento didattico.

La guida allo stagno è stata pensata e creata per rendere ogni semplice passeggiata un’esperienza conoscitiva unica, in cui lo studente è chiamato al riconoscimento in prima persona delle specie vegetali che lo attorniano. Essendo un’esperienza che dura da un paio d’anni sono stati adottati più tipi di supporti: i primi esperimenti sono stati realizzati utilizzando un CD-Rom, per proseguire con una versione consultabile in rete, passando poi all’utilizzo di un computer palmare, fino ad arrivare all’odierno Ipod Touch. L’evoluzione tecnologica segue un obiettivo ben preciso: coinvolgere gli studenti in modo sempre più intenso nell’apprendimento. Poter uscire dalla scuola, recarsi allo stagno con un palmare o un Ipod in mano ed essere in grado di riconoscere la pianta più vicina assicura un tipo di approccio assolutamente nuovo ed una possibilità maggiore di memorizzazione. L’utilizzo di strumenti multimediali di ultima generazione attrae di per sé l’attenzione degli studenti, favorendo un tipo di apprendimento quasi di tipo ludico. Sono state già realizzate una serie di uscite sul territorio a cui hanno partecipato, con percorsi diversi, circa 60 alunni e nelle quali è stata dimostrata l’efficacia della guida e in particolare:

1) Buona capacità degli studenti di utilizzare la guida;

2) Il livello d’attenzione è mantenuto in modo costante e duraturo;

3) Il livello di apprendimento è elevato.


Dalla scuola secondaria all'università

Schema di campionamento. I rilievi sono indicati dai numeri.
La creazione della guida per la nostra scuola ha avuto uno sviluppo inatteso. La guida è stata utilizzata anche in ambito universitario, per la esecuzione di un progetto di ricerca. Nell’ambito del Corso di Ecologia Applicata per la laurea specialistica in Biodiversità e Biomonitoraggio presso l’Università di Trieste, gli studenti devono ogni anno pianificare e svolgere un progetto di ricerca che va dall’acquisizione di dati in campo alla loro elaborazione sino alla stesura di un articolo scientifico. Nell’Anno Accademico 2007-2008 è stato deciso di centrare lo studio sulle dinamiche di ricolonizzazione vegetale dello Stagno di Banne, utilizzando la guida interattiva costruita per la nostra scuola come sussidio all’identificazione per gli studenti universitari.
Distribuzione spaziale delle specie ruderali nello stagno di Banne.
Distribuzione spaziale delle specie di bosco nello stagno di Banne.

In questo caso l’approccio è stato ovviamente molto più sistematico: Il campionamento ha previsto inizialmente la rilevazione dei punti cardinali tramite l’utilizzo della strumentazione GPS. Con l’uso di rotelle metriche, si è poi suddiviso lo stagno in 8 raggi: 4 corrispondenti ai punti cardinali e 4 alle coordinate intermedie. Per il rilevamento delle specie sono stati utilizzati quadrati di 1x1m, posti a 0, a 2 e a 4 metri di distanza a partire dal margine dello stagno. Ogni quadrato è stato posizionato facendo combaciare l’angolo in basso a sinistra con il raggio. I rilievi consistono nella lista di tutte le specie di piante vascolari presenti in un quadrato, con associata una stima di copertura espressa su una scala ordinale di 5 classi.

La matrice delle specie e dei rilievi è stata sottoposta ad analisi multivariata e a diverse altre elaborazioni statistiche. I risultati mostrano che la ricolonizzazione del bacino non avviene casualmente. La ricolonizzazione del lastricato è veloce: non dipende dal deterioramento del lastricato e da una sua maggiore permeabilità, ma dalla sua inclinazione. Essa permette un maggiore apporto di suolo e materia organica che creano microhabitat adatti alla colonizzazione di piante i cui semi vengono trasportati insieme al suolo e distribuiti sul lastricato. Le specie ruderali sono distribuite per lo più a N-W dello stagno, le boschive a N-E S-E: queste due aree confinano rispettivamente con la strada sterrata e il bosco. La strada a nord e il bosco a est rappresentano quindi i due serbatoi di semi dai quali dipende la colonizzazione dello stagno.


Cosa vuole fare la scuola con lo stagno

Le applicazioni e le tematiche che sarà possibile sviluppare sono numerose, in particolare si prevede l'utilizzo di strumenti didattici interattivi e multimediali che consentano agli studenti di intraprendere un fase di addestramento all'utilizzo delle chiavi. Tali strumenti, che saranno resi disponibili a breve all'interno del progetto KeyToNature, consentono di acquisire la terminologia necessaria all'utilizzo delle chiavi dicotomiche disponibili per i dispositivi palmari attraverso una fase di addestramento che coinvolge singolarmente ogni studente. Questa fase sarà oggetto di verifica che consentirà all'insegnante di valutare il livello di apprendimento a conclusione del percorso didattico.