Le scuole alla scoperta dei muschi nell’Orto Botanico di Camerino.

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di Roberta Tacchi

Curatore Orto Botanico “Carmela Cortini”
Università di Camerino
Via Pontoni, 5 Camerino (MC)

L’Orto Botanico di Camerino

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L’Orto Botanico “Carmela Cortini” dell’Università di Camerino fu creato nel 1828 - sotto il pontificato di Leone X - dal Prof. Vincenzo Ottaviani, docente di botanica e chimica a Camerino. L'Orto sta a ridosso delle mura del Palazzo Ducale, fu proprietà della famiglia Varano fino al 1539 ed oggi appartiene all’Università di Camerino. Ha una superficie di circa un ettaro, cinta da mura, sta a 27 metri più in basso rispetto al piano cittadino. All'Orto si accede sia dalla base delle mura, ove si trova l'ingresso vero e proprio, sia dall'alto, percorrendo la scala a chiocciola fatta costruire da Papa Pio V nel 1568. L’Orto ha una parte pianeggiante, suddivisa in aiuole di forma regolare, ed una parte in pendio, occupata da alberi secolari. All’ingresso - alla base delle mura - vi sono due serre riscaldate che ospitano piante tropicali e subtropicali. Presso le mura - nella zona pianeggiante - l’Orto conserva intatta la struttura e la disposizione originale delle aiuole. Da poco è stato creato un piccolo stagno, dedicato alla flora di acqua dolce. La parte in pendio presso le mura del Palazzo Ducale è impreziosita da una serie di grottoni scavati nei banconi di arenaria su cui sorge Camerino, e da una terrazza aperta verso i Monti Sibillini.

Le guide di KeyToNature

L’Orto Botanico di Camerino è stato uno dei primi Membri Associati di KeyToNature, che ha creato per noi diverse guide interattive da usare a scopo didattico con le Scuole che periodicamente ci visitano. Le guide di KeyToNature sono:

A) Laboratorio all'aperto di identificazione delle piante - dedicata ad alberi ed arbusti. Include solo specie facilmente accessibili per allievi delle scuole primaria e secondaria. (vai alla pagina)

B) Quattro “guidine” ai muschi – suddivisi per ambiente in modo da ridurre il numero di specie (i muschi sono “difficili” per cui è meglio utilizzare chiavi con poche specie suddividendole per substrato):

Le cinque guide create da KeyToNature sono consultabili nel sito del Progetto KeyToNature-Dryades, da cui si può scaricare anche una versione stand-alone per palmari e telefonini.

I muschi dell'Orto Botanico dell'Università di Camerino

L’attività con le scuole

Dopo un periodo di stasi dovuto ai lavori di ristrutturazione del palazzo Ducale, necessari dopo il terremoto del 1997, lo scorso anno l'Orto Botanico di Camerino ha fatto un piccolo investimento, stampando delle brochure dedicate all’Orto ed al progetto “Conosciamo il mondo misterioso delle Alghe e dei Muschi dell’Orto Botanico di Camerino”. Volevamo tastare il polso alle scuole della nostra regione e valutare quante potessero essere interessate a utilizzare il nostro Orto come strumento didattico integrativo alle attività che normalmente si svolgono in classe. Le brochure sono state inviate a tutte le scuole della regione Marche (scuole primarie e secondarie, Istituti comprensivi, ecc…). Abbiamo scelto il canale convenzionale, quello della carta stampata e delle Poste Italiane, perché molti insegnanti ancora non sono facilmente raggiungibili via internet. Non conoscendo personalmente i docenti delle nostre scuole, le brochure sono state inviate all’attenzione dei Presidi dei vari Istituti: non tutti hanno trasferito tale materiale ai docenti. Hanno comunque risposto al nostro appello 15 scuole, prevalentemente della provincia di Macerata e di Ascoli Piceno. Dieci di queste (300 alunni circa) hanno chiesto di partecipare al progetto muschi-alghe a Camerino.

Com'è fatto il percorso?

Il percorso dura complessivamente 3 ore ed è diviso in due fasi: nella prima i ragazzi vengono accompagnati in una breve visita dell’Orto Botanico in cui mostriamo gli ambienti dai quali sono stati prelevati i muschi che poi verranno identificati. Durante questa passeggiata cogliamo l’occasione per parlare della morfologia e anatomia di alghe e muschi. Per introdurre i muschi partiamo dalla riproduzione sessuale, richiamando l’attenzione dei ragazzi sulle differenze con le piante superiori: come sono fatti gli organi sessuali dei muschi? Dove stanno? Che differenza c'è tra questi ed un fiore e un seme? Di solito funziona: quasi tutti conoscono fiori e semi, e quindi riescono a capire la differenza con le spore che nei muschi originano “la parte verde”. Con le alghe il discorso è ancora più semplice, perchè molti bambini-ragazzi già conoscono le alghe marine e perché non è necessario parlare di due generazioni. Una volta terminata la presentazione di muschi ed alghe, allievi ed insegnanti vengono condotti nell’aula didattica lungo la scala a chiocciola, dove una serie di pannelli continuano ad illustrare gli stessi organismi (morfologia, ecologia, il ruolo che svolgono nell’ambiente, utilità nella vita dell’uomo, foto di Muschi ed Alghe dell’Orto Botanico di Camerino). Ora comincia la seconda fase: con microscopi, binoculari e computer incominciamo ad identificare i muschi e ad osservare le alghe. A questo punto - per i muschi - cominciamo ad usare le chiavi interattive da me realizzate grazie a KeyToNature.

Le reazioni degli allievi

La chiave ad alberi ed arbusti è stata sinora utilizzata solo dagli studenti dell'Università: è piaciuta molto per l’uso semplice e immediato. Ma con le scuole primaria e secondaria abbiamo fatto un "esperimento". Abbiamo scelto gli organismi più "difficili": i muschi (anche perchè io sono una briologa ...)

Syntrichia papillosa (Wilson) Jur.

Risultato: Il problema principale nell’uso della chiave ai muschi è la terminologia (la scarsa conoscenza di questi organismi e la nostra scarsa conoscenza del Mondo dei Bambini). Però se i bambini-ragazzi vengono preparati prima ed affiancati durante le prime osservazioni, il lavoro scorre bene. Molto dipende dal grado di interesse di ognuno e da quanto gli insegnanti sono stati in grado di stimolare e preparare il gruppo prima della visita all’Orto.

L’esperienza è interessante e anche divertente. Oggi ad esempio abbiamo avuto una quarta elementare: erano bravi, intelligenti e curiosi. I ragazzini sotto certi aspetti sono anche più svegli (alcuni) degli adulti, forse perchè ancora con pochi "filtri".

Muschi all'Orto Botanico di Camerino

Fanno molto riferimento alle immagini che illustrano i caratteri. Quando non capiscono un termine imparano subito che si deve guardare l'immagine che sta sopra per capire cosa vuol dire. Però c'è anche un risvolto poco educativo, cioè la tendenza ad “andare per tentativi”. I bambini innescano subito una gara: sono dei competitori nati, fanno a gara per chi identifica un muschio più velocemente. A questo punto non osservano i caratteri, ma “tentano”, cioè passano da un’opzione all'altra e confrontano ogni foto con il loro campione. Ovviamente - da “specialista” - cerco di stimolarli ad osservare attentamente i caratteri e non a trovare il nome della specie solo per gioco o per gara...ma forse anche così imparano parecchio.
Un Flash:

Muschi all'Orto Botanico di Camerino

...sto proponendo una domanda a risposta aperta: “Due cose che hai imparato oggi”. Un bambino risponde: ”ho imparato che i muschi si riproducono perchè hanno le gambette”...
Chissà che tipo di informazione sarà passata!!! Forse è stato colpito dal fatto che gli spermatozoidi sono biflagellati e quindi si muovono verso la cellula uovo. Non lo so. Ma sia io che la mia collega algologa ci stiamo divertendo un sacco, e nello stesso tempo stiamo imparando molto su come insegnare ai bambini. Se ne vedono di tutti i colori....da quelli che cacciano il compagno perchè non capisce a quelli perfettamente abbinati perchè tutti interessatissimi e che quindi determinano come pazzi una specie dietro l'altra. Non amano essere accoppiati dall'esterno, scelgono loro i compagni, anzi in genere si sono già scelti prima di arrivare. I meno attivi vengono ghettizzati, altri si ghettizzano da soli. Per me è stata un' interessante lezione osservare come si comportano quando sono lasciati liberi di esprimersi, perchè ho notato che l'interpretazione è molto, molto soggettiva: non so come, arrivano allo stesso punto, ma per strade diverse!

Sto rivalutando gli insegnanti, perchè hanno una pazienza...!!! Io tengo duro perchè sarò impegnata solo per il mese di maggio, ma se dovessi lavorare con i bambini per tutto l'anno...

Didymodon sinuosus (Mitt.) Delogne

Per me la lezione più importante - che mando a chi lavora con KeyToNature - è che i bambini-ragazzi devono aver avuto una piccola infarinatura da parte degli insegnanti prima di arrivare all'Orto Botanico e prima di usare le chiavi. Basta poco, ma se non sono stati per niente preparati è una tragedia, come è accaduto la scorsa settimana con una scuola media: non ascoltavano, erano maleducati e anche pericolosi. Veramente da eliminare sia come esperienza che come gruppo.

I bambini-ragazzi amano molto interagire con il computer, sono degli osservatori in generale (non tutti, ma la media è alta).

L'esperienza è positiva!

FINALE: Un bambino oggi mi ha detto: “guardando al microscopio ho capito che ogni tipo di pianta ha qualcosa che il mio occhio non vede”. Quale soddisfazione più grande per me di quella di dare la possibilità ad un bambino - alle nuove generazioni - di scoprire che l’occhio umano può non arrivare ovunque, che “la conoscenza esiste solo in quanto c’è una mente in grado di possederla”?