Le piante del bosco

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Le piante del bosco vengono suddivise in base alle conoscenza degli alunni in alberi, arbusti e “piante”. Si acquisiscono nuovi elementi distinguendo gli alberi in latifoglie (alberi con foglie larghe, caduche) e conifere; distinzione che è molto evidente in questo periodo perché la maggior parte degli alberi nel bosco sono ancora spogli (carpino, frassino, ecc) mentre il pino nero si nota senza difficoltà per le sue foglie aghiformi di colore verde. Sui rami più bassi degli alberi, osservando attentamente, si vedono le gemme ancora chiuse.

Nel corso delle conversazioni sull’esplorazione nel bosco gli alunni riportano spesso la presenza di piante con fiori. Fiori osservati anche sul selciato della scuola, ma anche con caratteri differenti e quindi di diverse specie. Si raccolgono i dati delle osservazioni eseguite sul campo e anche i disegni e le fotografie realizzati dagli alunni. Per la descrizione delle piante si riprendono le tabelle usate nelle attività precedenti per la descrizione delle piante e ci si accorge che la parte dedicata alla morfologia del fiore richiede modifiche.
Fig. 87.

Per descrivere i fiori, gli alunni individuano alcuni aspetti che non sono presenti nello strumento che è stato elaborato quando non si erano svolte ancora le attività sulle parti del fiore per individuare, ad esempio, la forma della corolla e dei petali, la presenza del calice, dei sepali, la posizione sul gambo, ecc. Si decide allora di costruire una nuova tabella più dettagliata includendo anche alcuni aspetti concernenti l’uso dei fiori in diverse occasioni e situazioni, cercando anche informazioni mediante interviste ai parenti degli alunni, riviste, libri e, sotto il controllo dell’insegnante o dei genitori, navigando sul web nel sito di KeyToNature-Dryades.
Sulla lavagna vengono scritti, su indicazione degli alunni, i fiori osservati nel bosco: elleboro, viola, fragola di bosco, ranuncolo, tarassaco, che vengono descritti utilizzando la nuova tabella elaborata collettivamente. Per la descrizione di alcuni fiori si fa nuovamente ricorso alle Guide interattive di KeyToNature-Dryades sul web. Altre informazioni e descrizioni di fiori vengono trovate utilizzando il testo sulle simmetrie dei fiori. Questo lavoro si esegue in collegamento con l’attività svolta dall’insegnante di matematica su quest’argomento e viene svolto con le modalità seguenti. Per quanto riguarda la realizzazione dello strumento per una più completa descrizione dei fiori, ogni alunno disegna sul proprio quaderno una tabella disegnando negli spazi i simboli stabiliti collettivamente per indicare gli aspetti morfologici. La stessa tabella viene poi elaborata con il computer e nelle caselle non compaiono più i simboli, ma la spiegazione scritta corrispondente al simbolo disegnato.
Il lavoro viene svolto in piccoli gruppi di alunni (3 alunni in ogni gruppo); ogni gruppo ha il compito di raccogliere le informazioni e riportare i dati relativi alla descrizione morfologica in una tabella e di annotare in un breve testo scritto, anche in forma di elenco, altre notizie riguardanti i fiori.
Si raccolgono e condividono i lavori svolti dai gruppi. Le notizie sugli usi dei fiori vengono, per il momento, messe da parte, verranno recuperate in seguito per la documentazione del lavoro svolto durante quest’anno scolastico. Alcuni allievi chiedono di poter cercare ancora informazioni su testi o sul web.
Intanto le descrizioni con le tabelle vengono eseguite sul computer inserendo anche alcune immagini. Questo lavoro viene svolto nel laboratorio di Informatica, dove possono operare ai computer quattro gruppi di alunni alla volta. L’attività viene ripetuta più volte in modo che tutti gli alunni possano eseguire lo stesso compito seguiti dall’insegnante soprattutto per quanto riguarda la parte informatica.

Fig. 88: tabella con simboli e testo per la descrizione dei fiori.
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Fig. 89: Esempi di descrizioni di fiori eseguite utilizzando le voci della tabella.
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Le tabelle sono un esempio delle descrizioni prodotte dagli alunni, si riferiscono rispettivamente al tarassaco e alla viola. I simboli disegnati dagli alunni sono anche riportati nella tabella completa sulle caratteristiche dei fiori riportata in appendice.
Si riportano alcuni esempi delle descrizioni dei fiori prodotte degli alunni utilizzando le informazioni sulle simmetrie e la Guida interattiva sul web.

Tabelle descrittive con la simmetria dei fiori

Fragola

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NOME SCIENTIFICO FRAGARIA VESCA L
NOME VOLGARE FRAGOLA COMUNE
FAMIGLIA ROSACEAE
NUMERO PETALI 5 PETALI
N. PIANI DI SIMMETRIA 5
FIORITURA APRILE-MAGGIO
AMBIENTE DI CRESCITA RADURE, BOSCHI E SIEPI
COLORE BIANCO
ALTRO FRUTTO COMMESTIBILE

(FALSO FRUTTO)

Viola

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NOME SCIENTIFICO VIOLA REICHENBACHIANA BOREAU
NOME VOLGARE VIOLA SILVESTRE
FAMIGLIA VIOLACE
NUMERO PETALI 5 PETALI DISUGUALI
N. PIANI DI SIMMETRIA 1
FIORITURA APRILE-MAGGIO
AMBIENTE DI CRESCITA RADURE, BOSCHI E SIEPI
ALTRO LE RADICI DEL GENERE VIOLA POSSONO

ESSERE USATE PER INFUSI E TISANE PER PER LE BRONCHITI E LA TOSSE

Tabelle descrittive con le indicazioni della Guida interattiva di KeyToNature dal web

Elleboro verde

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Piante verdi con clorofilla
  • Foglie:non intere-Non opposte- Non trifogliate
  • Piante con fiori muniti di petali
  • Fiori: non in capolini
  • Simmetria raggiata
  • Infiorescenza non a ombrello
  • Petali non gialli
  • Foglie palmate divise
  • Petali non bianchi
  • Petali verdi
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Ranunculus ficaria

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Piante verdi con clorofilla
  • Foglie:n on opposte- Non intere
  • Pianta non spinosa – Non verticillata
  • Piante con fiori muniti di petali
  • Fiori:con petali, non in capolini
  • Corolla con Simmetria raggiata
  • Con fusti non striscianti volubili
  • Petali arancioni, gialli, giallastri
  • Pianta erbacea con più di tre petali
  • Petali non arancione - Liberi
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Gli esempi dei prodotti riportati nelle pagine precedenti vengono utilizzati, insieme ad altri lavori, per allestire alcuni cartelloni per documentare le attività svolte della classe. Per l’individuazione dei piani di simmetria viene utilizzata anche un’attività svolta anche nella sezione parallela in cui ogni alunno ha ritagliato alcuni fiori disegnati su un foglio. Ogni fiore viene piegato su se stesso una o più volte per individuare la presenza o meno di piani di simmetria che vengono segnati sul disegno con una linea retta (assi di simmetria). Lo stesso testo, da cui sono tratti gli esempi per l’attività sulle simmetrie dei fiori, presenta delle schede descrittive degli stessi, dalle quali gli alunni ricavano le informazioni da riportare nelle proprie tabelle. La ricerca sul web viene condotta a scuola, in laboratorio di informatica, con le stesse modalità utilizzate per l’identificazione delle piante del selciato. In questo caso gli alunni conoscono il nome delle piante e, con le informazioni raccolte, ricavano la descrizione con i termini scientifici. La ricerca viene condotta dagli alunni con il supporto dell’insegnante che interviene per indicare i siti e la Guida interattiva da utilizzare e per spiegare alcuni termini scientifici. Si avvia gli alunni alla ricerca di informazioni mediante un motore di ricerca. Dal nome della pianta si arriva a individuare le caratteristiche morfologiche. Lo stesso procedimento si usa con i testi portati a scuola dagli alunni e consultati collettivamente. Alcuni alunni, durante le descrizioni verbali fanno notare la somiglianza tra due piante con i fiori (elleboro e ranuncolo) in relazione alla forma dei petali dei fiori e in parte delle foglie ed anche al luogo in cui sono state trovate, nascoste tra le foglie nel bosco. Non tutti gli alunni concordano con questi interventi, soprattutto in merito all’aspetto delle due erbe. La consultazione dei testi cartacei e multimediali rende merito all’osservazione attenta di alcuni perché rivela che le due piante appartengono alla stessa famiglia (ranuncolacee) perché hanno caratteristiche simili. Attenzione e cura viene richiesta agli alunni anche nelle rappresentazioni grafiche e in alcuni disegni sono evidenti le capacità di osservazione e le abilità manuali nel riportare con precisione forme, colori e altri dettagli. L’osservazione sul campo e i dati raccolti dagli alunni vengono arricchiti e integrati da un lavoro di “ricerca” su altre fonti di informazioni. Gli alunni si accostano a forme e linguaggi diversi. Vengono introdotti nuovi termini e nuove conoscenze che verranno utilizzati anche nelle successive attività programmate. In quest’attività si utilizzano due metodologie operative diverse una per l’identificazione delle piante e l’altra per la descrizione delle stesse. La prima, parte dall’osservazione e dall’individuazione degli aspetti caratteristici per riuscire a scoprire il nome delle piante; l’altra ha come punto di partenza il nome della pianta, dal quale si risale alla morfologia che poi viene confrontata con le descrizioni fatte dagli alunni. L’elemento comune a entrambi i percorsi è l’osservazione che permette di analizzare, cogliere aspetti simili e/o diversi e mettere in atto processi cognitivi di associazione e di organizzazione dei dati percettivi raccolti attraverso i sensi con le informazioni desunte da altre fonti .

Ritorno alle piante del selciato

Completata l’attività sul bosco Igouza, si ritorna all’osservazione delle piante sui gradini della scuola con finalità complementari. La prima riguarda l’apprendimento individuale degli alunni e si pone l’obiettivo di verificare le capacità acquisite nell’osservare e riportare le informazioni seguendo indicatori e strumenti stabiliti e già utilizzati. La seconda finalità è sempre centrata sul percorso e ha lo scopo di evidenziare i cambiamenti riguardanti il luogo di osservazione riguardo alla presenza di piante note, al loro sviluppo, diffusione e distribuzione e all’individuazione di altre piante. Il collegamento tra questi due punti è dato dal fatto che ci si aspetta che la maggior parte degli alunni sia in grado di riportare i nomi delle piante presenti; di produrre descrizioni in cui vengano indicati aspetti relativi alle modifiche in atto delle piante, in relazione ad esempio alla crescita e alla presenza dei fiori ed anche di indicare erbe non ancora osservate sul selciato. In classe si definiscono i compiti per l’attività sul campo e vengono discussi verbalmente e scritti alla lavagna i punti su cui centrare il lavoro da utilizzare poi per la stesura di un prodotto individuale. Le informazioni da riportare nelle descrizioni scritte sono in sintesi le seguenti:

  • luogo dell’osservazione: indicazione del gradino e della parte del gradino (cui si fa riferimento)
  • nomi delle piante osservate
  • altre notizie (cambiamenti osservati, presenza di altre piante, descrizioni)

A ogni alunno viene assegnato come oggetto dell’osservazione un gradino e viene chiesto all’insegnante di poter lavorare in gruppi o almeno in coppie.
L’insegnante avverte la difficoltà di alcuni alunni che non si sentono ancora sicuri per eseguire il compito assegnato; in particolare delle due alunne americane che utilizzano la lingua italiana con pochi vocaboli ed elementari forme lessicali e sintattiche. “ Ma allora questa è una verifica!” esclama un alunno ad alta voce anticipando le spiegazioni dell’insegnante alle richieste, a volte insistenti degli alunni. L’intervento della sottoscritta ha lo scopo di motivare alla classe l’assegnazione dell’esercizio individuale con l’esigenza di sapere quello che i singoli alunni sono in grado di fare per predisporre le attività successive. Gli alunni cominciano ad agitarsi, si guardano e parlano tra loro, sono un po’ preoccupati, prendono i loro strumenti di lavoro: fogli bianchi e occorrente per scrivere e si avviano verso l’uscita della scuola per recarsi sul selciato. Prima di iniziare le osservazioni, l’insegnante ricorda le consegne e invita gli alunni a non perdere tempo a chiacchierare tra loro ed esprime la propria curiosità in merito alla lettura delle loro osservazioni che riporteranno, senza dubbio, interessanti informazioni. Viene comunicato il tempo a disposizione: trenta minuti totali sia per le osservazioni che per le descrizioni scritte e gli alunni incominciano il loro lavoro. La maggior parte degli alunni dimostra impegno e attenzione nell’esecuzione utilizzando modalità operative diverse.
Alcuni alunni prima di tutto si soffermano su alcuni esemplari: toccano, annusano, “manipolano “ singole piante per poi indagare su tutto il gradino. Altri invece incominciano subito a percorrere lentamente lo spazio del gradino prendendo alcuni appunti. Altri ancora camminano sul luogo dell’osservazione per poi soffermarsi in alcuni punti ritenuti particolarmente significativi per le osservazioni. Due o tre allievi si spostano di continuo da una parte all’altra del gradino e, nonostante le indicazioni date loro dall’insegnante anche nel corso dello svolgimento del compito, dimostrano poca attenzione all’oggetto dell’osservazione.
Il lavoro si conclude e gli alunni consegnano all’insegnante i fogli con i loro prodotti che vengono esaminati e analizzati dall’insegnante e i cui dati si sono riportati di seguito alle osservazioni degli alunni come parte conclusiva di quest’attività.
Le osservazioni degli alunni vengono discusse in classe il giorno seguente. I bambini che hanno osservato le piante sullo stesso gradino del selciato si riuniscono in piccoli gruppi. Gli alunni utilizzano le informazioni raccolte individualmente per produrre delle descrizioni che vengono scritte su in cartellone e riportate sui loro quaderni.


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Nella tabella sopra riportata sono trascritte, in forma sintetica, le informazioni presenti nei testi prodotti dagli alunni secondo le indicazioni date all’inizio dell’attività. Le informazioni raccolte nella tabella inducono gli alunni a esprimere spontaneamente alcune riflessioni che si integrano e si condividono e che introducono alla conoscenza delle relazioni tra le piante e le condizioni che favoriscono od ostacolano la presenza delle specie in un determinato habitat. Se le osservazioni individuali forniscono all’insegnante elementi sulle modalità messe in atto per eseguire il compito e i livelli di apprendimento raggiunti dai singoli allievi; la riflessione sulla sintesi elaborata collettivamente offre alla classe una visione “d’insieme” sulla situazione dei vegetali presenti su tutto il selciato e non solo sul gradino oggetto dell’osservazione individuale. Gli alunni si confrontano anche sulle diverse modalità utilizzate per l’esplorazione e per il fissaggio scritto e i dati messi in discussone possono essere esempi da utilizzare, da parte degli alunni in difficoltà, in altre attività di osservazione e produzione scritta. Le informazioni riportate nella tabella vengono scritte in fretta, per esigenze di orario scolastico. Si predispone anche un’altra uscita sul campo per confrontare la situazione del selciato con le informazioni riportate dagli alunni. Si annotano alcune riflessioni sulle piante del selciato relative alle condizioni che possono determinare l’aspetto e la presenza e la diffusione come risulta dalle annotazioni seguenti. Gli alunni individuano: l’oxalis come “pianta prevalente” sul selciato, termine che porterà in seguito a definirne la sua caratteristica di erba infestante; la presenza della paritaria si nota soprattutto nelle parti laterali (a destra e a sinistra) cioè al limite dei gradini al confine con le pareti murali; il maggior numero di erbe cresce nelle parti inferiore e superiore dei gradini. Nella parte superiore, dove finisce un gradino e inizia il successivo, le piante sono più riconoscibili e sviluppate rispetto a quelle presenti nella parte inferiore che è soggetta al continuo calpestio delle persone che ne impedisce la crescita. In questa parte le specie osservate sono simili a macchie verdi e con il muschio coprono gli spazi tra il bordo e le rocce del selciato. Le spighe non si riescono a identificare perché si presentano come fili d’erba senza fiori. I fiori vengono riconosciuti come una delle parti fondamentali per la determinazione delle specie. Viene osservato il colore verde brillante dei vegetali e vengono individuate alcune piante con fusto legnoso. In questo caso gli alunni, ricordando i semi degli alberi “scoperti” nella terra in una delle attività precedenti, affermano che sono “alberi” come quelli che crescono nei dintorni. Questo collegamento porta anche a fare delle previsioni e alcuni alunni esprimono con forza l’idea che le piante con fusto legnoso non riusciranno a crescere perché c’è poca terra e gli alberi hanno invece tante radici. Altri alunni portano la discussione sul confronto tra le piante del bosco e quelle del selciato. Viene osservato che nel bosco ci sono più specie, più tipi di piante, che sono anche più numerose e più “forti”. Per esempio nel bosco c’erano tanti tarassachi e, anche se pochi avevano il fiore, erano più “alti “. Inoltre quando la maestra ha scavato sotto le foglie per prendere un campione di terra “non si vedeva la fine, c’era una strato compatto di terreno. Dall’osservazione e dall’identificazione delle piante gli alunni cominciano a riorganizzare le informazioni con ragionamenti più complessi mettendo in relazione le conoscenze acquisite e le capacità di operare confronti, per formulare spiegazioni e previsioni che condurranno a una nuova strutturazione concettuale. Gli alunni iniziano a legare le informazioni raccolte durante le esperienze e le riflessioni con le loro conoscenze in strutture concettuali con caratteri di crescente oggettività e maggiore significatività. La conoscenza riguardante il terreno, come elemento utile e indispensabile alla nascita e alla crescita delle piante, costituisce uno di quegli assunti che gli alunni riportano senza però essere sempre in grado di collegare i fatti a specifiche esperienze dirette. Il ricorso all’osservazione attraverso l’uso di modelli, quali possono essere in questo caso le attività con le piante eseguite negli anni precedenti sulle coltivazioni nella terra, forniscono un utile supporto alla formazione dei concetti che poi verranno sviluppati e integrati con esperienze sul campo e in laboratorio con possibilità di operare confronti e rielaborazioni.



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