Identificazione delle piante

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La Guida interattiva di KeyToNature

Per l’identificazione delle piante si utilizza il CD-Rom “Scopriamo le piante del selciato e del muro”, a cura di P.L. Nimis, S. Martellos, & L. Poldini con foto di A. Moro e con la collaborazione della scrivente. Questo contiene la Guida interattiva alle piante del selciato prodotta dal progetto europeo KeyToNature per la scuola primaria Morpurgo, ed è consultabile anche via internet ([1]). La guida è stata realizzata da Dryades, la branca italiana del Progetto Europeo KeyToNature, coordinato dall'Università di Trieste e finanziato dalla Commissione Europea nell'ambito del Programma eContentplus. Una sezione del progetto si propone di sviluppare strumenti innovativi per l'identificazione degli organismi e alla loro introduzione nel mondo della scuola, dalle elementari a corsi specialistici post-universitari. Le guide interattive per l’identificazione di piante, funghi ed animali si rivolgono alle scuole: sono strumenti personalizzati in base alle richieste degli insegnanti interessati e coinvolti nel progetto e risultano utili per facilitare l’approccio alla biodiversità. Le guide sono "facili" anche per utenti con scarse conoscenze biologiche, per due ragioni:

  • Sono svincolate dalla sistematica e non richiedono l'osservazione di caratteri "difficili" a volte indispensabili per distinguere tra famiglie e generi.
  • Coprono un numero limitato di specie (max 50 per le scuole elementari, 100 per le medie) modificabile di volta in volta a seconda del progetto didattico: quante meno sono le specie, tanto più "facile" è una guida. Ogni guida viene fornita in 4 versioni per quattro tipi di media:
  • internet,
  • CD-Rom,
  • palmari,
  • carta stampata.

La Guida “Scopriamo le piante del selciato e del muro” è stata richiesta e costruita nel mese di maggio 2007, per essere inserita come strumento didattico nel percorso da sperimentare con gli alunni nell’anno scolastico successivo. La guida include le specie presenti sul selciato dei gradini della scuola ed anche alcune piante che si trovano negli spazi verdi intorno alla scuola, quelle osservate al momento della richiesta da personale specializzato di KeyToNature. Questo strumento è stato testato e utilizzato prima dall’ insegnante, in ambito di studio e di formazione personale, da cui la decisione di provare a utilizzarlo in ambito scolastico con i propri alunni. Di fronte al problema di trovare un sistema facile, accattivante e “scientifico” per scoprire il nome delle piante, la guida interattiva di KeyToNature ci è sembrato uno strumento semplice da utilizzare anche con i bambini che non possiedono ancora approfondite conoscenze botaniche. Richiede l’osservazione di caratteri facilmente osservabili, come quelli individuati dagli alunni e raccolti nelle tabelle. Presenta un gran numero di immagini nitide, colorate, della pianta intera e di singole parti. Utilizza un linguaggio scientifico, ma comprensibile, che richiede però di essere affiancato da interventi di spiegazione di alcuni termini da parte dell’insegnante. Le frasi che portano all’identificazione delle piante sono supportate da immagini esemplificative che favoriscono l’acquisizione e il rinforzo delle conoscenze. Abbiamo utilizzato solo l’interfaccia dicotomica, quella che comporta solo due opzioni per ogni passaggio e offre la possibilità di rifare più volte il percorso quando non si riesce ad arrivare alla scoperta della pianta. L’interfaccia a criterio multiplo non sembra adatta ad allievi della scuola primaria: manca di immagini ed è troppo complessa. Un’altra motivazione importante è costituita per gli alunni dall’uso del computer, strumento con cui sono abituati a lavorare fin dalla prima elementare. Gli alunni accolgono la proposta di utilizzare il “computer” per scoprire il nome delle piante come una “caccia al tesoro” e, una volta arrivati al termine delle scelte e scoperta la pianta oggetto della ricerca, esultano di contentezza, talvolta sottolineando l’esito positivo con applausi ed esclamazioni gioiose. Di fronte all’insuccesso - quando cioè non riescono a scoprire il nome della pianta - si mostrano un po’ delusi, ma cercano un’altra strada finché arrivano a terminare il percorso con esito favorevole. Nell’uso di questo sussidio ci si avvale di continui confronti tra le immagini e le spiegazioni presenti nella guida con le tabelle, le descrizioni e le immagini (disegni, immagini acquisite e fotografie) già in possesso degli alunni grazie al percorso didattico in cui la guida di KeyToNature è inserita. L’attività di identificazione con l’uso della guida interattiva di KeyToNature dedicata alle piante del selciato della scuola viene svolta con gradualità nel laboratorio di informatica e vede coinvolti, a turno, piccoli gruppi di tre, quattro alunni. Un gruppo alla volta ha il compito di ricercare il nome di una pianta seguendo il percorso della guida, utilizzando il CD-Rom inserito nel computer collegato a un videoproiettore. In questo modo gli altri compagni (un gruppo di circa 8 -10 alunni) possono collaborare suggerendo le scelte da loro ritenute più adeguate. Questa procedura viene ripetuta più volte in modo da dare la possibilità a tutti gli alunni di identificare una pianta. Alcuni alunni, che non sono ancora del tutti autonomi nell’uso della guida e soprattuto del computer, vengono affiancati da compagni più esperti e dall’insegnante.


I nomi delle piante

Nel primo approccio all’uso della guida di KeyToNature ci concentriamo sulle piante che gli alunni hanno avuto modo di osservare e descrivere più volte nel corso delle esplorazioni sul campo e delle attività in classe. Alcune piante, di cui si conosce il nome comune, come ad esempio la parietaria, (la pianta che si attacca ai vestiti) e il tarassaco (soffione), la “spiga” 1, distinta dalla “spiga” 2, sono cercate per esercitarsi nel seguire il percorso della guida. Si incomincia con l’identificazione di due piante simili, presenti quasi sempre sul selciato e che crescono anche spontanee negli spazi verdi incolti nei dintorni della scuola di cui gli alunni hanno segnalato la presenza (tarassaco e sonco). Riporto la parte iniziale della guida di KeyToNature, il percorso per l’identificazione delle piante con due scelte obbligate.


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Esempio di versione della guida stampabile su carta.

Per accedere alla chiave disponibile sul portale Dryades | cliccare qui.

Le scelte effettuate per dare un nome alla pianta vengono riportate da ogni alunno del gruppo sul proprio quaderno, sul quale viene anche disegnata la pianta identificata, come mostrato nelle tabelle seguenti. Alla fine il nome scientifico viene scritto accanto al nome comune o a quello “familiare” che viene a questo punto utilizzato dagli alunni per indicare quella determinata pianta.



Tarassaco, soffione Taraxacum officinale
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  • Foglie non sempreverdi
  • Foglie intere
  • Foglie non opposte
  • Foglie arrotondate o attenuate verso la base
  • Foglie alterne oppure tutte disposte alla base dei fusti
  • Foglie non parallelinervie
  • Fusti fioriferi senza foglie

Taraxacum officinale


Pianta simile al tarassaco, Sonco Sonchus oleraceus
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  • Foglie non opposte
  • Foglie non intere (composte o profondamente lobate)
  • Foglie non trifogliate
  • Foglie non composte senza odore sgradevole
  • Fusti fioriferi fogliosi

Sonchus oleraceus

Di fronte a termini tecnici non conosciuti, gli alunni - con l’aiuto fondamentale delle immagini - cercano di trovare una spiegazione ricorrendo alle proprie conoscenze o a quelle dell’insegnante che li guida verso l’acquisizione di un linguaggio sempre più appropriato affiancando costantemente le espressioni comuni a quelle più specifiche utilizzate in botanica.

Gli alunni sono inoltre invitati a segnalare le parole di cui non comprendono il significato e, oltre alla spiegazione immediata, i termini vengono scritti su un foglio e saranno in seguito cercati su testi “semplici” che trattano le piante per redigere un glossario illustrato. L’identificazione procede con la ricerca di altre piante familiari agli alunni, due delle quali molto comuni e presenti nei dintorni della scuola: la parietaria, di cui gli alunni appiccicano le foglie sui propri indumenti e su quelli dei compagni, e la piantaggine di cui riconoscono “il fiore”utilizzato come cibo per gli uccelli. L’altra pianta, il “trifoglio con i fiori gialli”, è un’erba osservata e descritta in più occasioni e periodi durante le attività scolastiche.



Parietaria, “pianta che si appiccica” Parietaria judaica
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  • Foglie non opposte
  • Foglie intere
  • Foglie attenuate verso la base
  • Foglie non parallelinervie
  • Fusti fioriferi fogliosi
  • Foglie (almeno quelle basali) chiaramente picciolate
  • Foglie attaccantisi ai vestiti
Parietaria judaica


Pianta usata come mangime per gli uccelli: piantaggine: Plantago major
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  • Foglie non opposte
  • Foglie intere
  • Foglie arrotondate od attenuate verso la base
  • Foglie parallelinervie
  • Foglie tutte alla base del fusto, picciolate
  • Foglie rotonde od ovate, al massimo 4 volte più lunghe che larghe
Plantago major


Trifoglio con fiori gialli: Oxalis corniculata
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  • Foglie non opposte
  • Foglie non intere
  • Foglie trifogliate
  • fiori non disposti in testa tonda, a simmetria raggiata
Oxalis corniculata


La ricerca prosegue con l’identificazione di due tipi di “spighe” (è il nome che gli alunni danno alle Poaceae).

  • Foglie non opposte
  • Foglie intere
  • Foglie attenuate verso la base.
  • Foglie parallelinervie oppure con nervature poco visibili.
  • Foglie anche sul fusto, senza picciolo.


Spiga 1, spiga con peletti Setaria pumila
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  • Infiorescenza a spiga o racemo
  • Infiorescenza lunga a spiga (lunga e stretta con spighette senza peduncolo)
  • Infiorescenza densa con spighette rivolte in tutti i sensi
Setaria pumila


Spiga 2, spiga con piccole spighette Catapodium rigidum
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  • Infiorescenza a racemo con spighette peduncolate
  • Spighette senza resta, mai rossastre
  • Spighette ovate, al massimo 3 volte più lunghe che larghe più brevi di 4 mm.
Catapodium rigidum


Per seguire il percorso tracciato nella guida di KeyToNature, gli alunni hanno bisogno di “ripensare” più volte ai modelli delle piante che si sono formati nella loro mente nel corso delle varie attività, di confrontarle con le immagini che hanno a disposizione e con le fotografie e le indicazioni che stanno seguendo. Questo processo comporta una continua revisione delle proprie conoscenze, l’integrazione con nuove informazioni che devono trovare giusta collocazione riorganizzando il “sapere” personale che dinamicamente e con gradualità diviene anche “sapere” condiviso da tutta la classe.

La conoscenza dei vegetali proposta con la ripetizione delle indicazioni e dei termini scientifici accompagnati da esemplificazioni visive facilita la comprensione e asseconda la naturale curiosità degli alunni che spesso si mettono a navigare liberamente all’interno del percorso guidato da KeyToNature, facendo sempre “nuove scoperte”.

In classe ogni gruppo espone ai compagni le informazioni raccolte, le piante vengono disegnate sui quaderni personali mentre le descrizioni vengono riferite solo a livello orale e rimangono documentate solo sul quaderno di alcuni alunni. Saranno riprese in seguito e integrate con altri dati, trovati utilizzando altre fonti.

I termini scientifici trovati nelle indicazioni della guida di KeyToNature pian piano incominciano a sostituire alcune parole del linguaggio comune. Infatti, gli alunni introducono nelle loro esposizioni alcuni nomi delle piante che si ritrovano nei testi di botanica. Nelle loro produzioni scritte e/o orali le esperienze personali vengono spesso riferite con espressioni simili alle seguenti in cui ricorrono spesso i nomi delle piante conosciute:

  • le “trifoliate” sono di più
  • il tarassaco ha il soffione dove ci sono i semi
  • il sonco non ha più i fiori
  • nel giardino di casa mia ci sono i sonchi (piante di sonco) e la mamma pensava che erano tarassachi (piante di tarassaco)
  • l’ oxalis ha pochi fiori che quasi non si vedono
  • da mia nonna ho visto trifogliate verdi, simili all’oxalis
  • la parietaria ha i fiori, quasi non si vedono


In questo periodo alcuni alunni, prima di entrare a scuola o al termine delle lezioni, continuano a “esaminare” il selciato e a riferire le loro osservazioni confrontandole con quelle riportate dai compagni mentre le attività si svolgono in classe e nel laboratorio di informatica. Si decide di ritornare all’aperto e di condurre le osservazioni in piccoli gruppi. Al termine di una discussione in cui si riassumono le attività del percorso, viene scritto sulla lavagna e sui quaderni personali un elenco delle piante da osservare:

  1. muschio
  2. “spiga” 1 Setaria pumila, spiga piccola
  3. “spiga 2” Catapodium rigidum, catapodio
  4. Tarassaco, dente di leone
  5. Sonchus, Sonco, simile al tarassaco
  6. Parietaria judaica
  7. Plantago maggiore, piantaggine
  8. Oxalis, ossalide corniculata, acetosella
  9. pianta da identificare
  10. pianta da identificare


I nomi scientifici vengono affiancati da quelli comuni o da altri modi di identificare le piante e vengono mostrate immagini per facilitarne il riconoscimento da parte degli alunni che incontrano ancora qualche difficoltà. Alcuni alunni affermano con insistenza che ci sono anche altre piante su selciato, che vengono indicate con un punto interrogativo in mancanza di descrizioni dettagliate che ne consentano la ricerca del nome. Le specie presenti sono numericamente scarse, e alcune piante sono ancora dei germogli poco differenziati che non rendono possibile la loro identificazione con le conoscenze in nostro possesso.

L’attività prosegue in classe con l’esposizione, da parte dei gruppi di alunni, delle osservazioni di cui riporto alcuni esempi:

  • poche piante crescono lungo il bordo inferiore
  • fra le pietre dei gradini ci sono delle piante piccole che non riusciamo a descrivere
  • si distingue il muschio perché c’è tanta umidità
  • le piante più sviluppate si trovano a destra e a sinistra
  • non ci sono sempre le stesse piante
  • ci sono anche piante diverse
  • le piante più alte crescono lungo i bordi laterali e il bordo superiore

Queste osservazioni sono condivise da tutta la classe. Le informazioni riportate dagli alunni - anche in testi scritti - rivelano la presenza di specie vegetali indicate genericamente come “piante”, sono presenti anche riferimenti spaziali e qualche elemento di confronto. Per avviare gli alunni a riflettere sulle condizioni che facilitano o disturbano la crescita delle piante vengono poste le seguenti domande:

  • “Come sono le piante che crescono negli spazi tra i gradini?”
  • “Come mai le piante più alte si trovano ai bordi laterali e al bordo superiore e non al bordo inferiore dei gradini”?

Si apre un dibattito che alla fine porta alla seguente considerazione: “Negli spazi le piante crescono più basse, c’è poca terra. Le piante ai bordi sono più alte, perchè più protette, poco calpestate”.

Fig. 49

Nei gruppi, ed anche a livello individuale, gli alunni utilizzano modalità diverse per scrivere le loro osservazioni sul quaderno: qualcuno descrive il muschio perché più presente delle altre piante poco riconoscibili, come ad esempio lo scritto seguente:

Ho trovato il muschio da tutte le parti soprattutto nelle parti inferiore, superiore e in mezzo ai gradini della scuola:

  • Dimensione: foglioline inferiori ad un mm
  • Forma: con tante foglioline
  • Margine: liscio
  • Colore: verde chiaro - scuro
  • Posizione: uno vicino all’altro
  • Fusto: non visibile

Altri alunni riportano le informazioni in una tabella a doppia entrata in cui compaiono in verticale i nomi delle piante o il disegno di una parte, in orizzontale i riferimenti spaziali e i gradini sui quali si trova la pianta . In entrambe le produzioni si nota l’applicazione di modalità già utilizzate per organizzare i dati raccolti durante le esplorazioni, prima di usare la guida di KeyToNature.



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